Cos’è la dermopigmentazione e come può essere eseguita in tutta sicurezza con coloranti naturali, l’ho chiesto a Lucrezia Quarto. Lucrezia, già titolare della Bioprofumeria Kosmetika Point da 7 anni, e dermopigmentista presso il biosalone Kiki Bio a Bari.

In questa intervista esclusiva ci ha raccontato quello che, spesse volte, è molto di più di un semplice trattamento estetico.

Che cos’è la dermopigmentazione?

“La dermopigmentazione è un trattamento estetico/paramedicale che consiste nell’inserire dei pigmenti colorati nel derma, lo strato di pelle che si trova poco sotto l’epidermide. Questi pigmenti permangono solo per un certo periodo, al contrario del tatuaggio corpo; per questo motivo viene anche chiamato trucco (semi)permanente. La durata infatti è molto variabile e dipende dalla velocità del sistema immunitario a riconoscere le molecole di colore come estranee.”

Quali sono gli strumenti utilizzati per eseguirla? Che tipo di ‘coloranti’ vengono utilizzati nel vostro centro?

“È importante dire che esistono diverse tecniche e strumenti per realizzare il trucco permanente, tutte molto valide se realizzate bene e scelte in base al singolo caso. Quindi è bene consigliare non solo in base a ciò che ci piacerebbe ottenere come risultato nell’immediato, ma pensando al risultato nel tempo.”

Diffidate quindi da chi pubblica lavori tutti uguali e crea delle sopracciglia fatte con lo stampino perché siamo tutti diversi

“Io personalmente ho scelto di utilizzare la macchinetta da trucco permanente, perché la trovo molto più versatile rispetto al manipolo simile a un bisturi che si usa nel microblading. Questo perchè sono pochissime le pelli italiane sulle quali si possono ottenere dei bei risultati nel tempo. Infine, sposando una filosofia Bio da oltre 8 anni, ho deciso di utilizzare solo pigmenti inorganici naturali a base di soli ossidi minerali senza l’aggiunta di molecole acriliche e sintetiche dannose e allergizzanti.

Inutile dire quanto questo sia illegale e poco professionale

Chiedete sempre al vostro dermopigmentista di visionare gli INCI dei prodotti che usa. Questo perché molti operatori, ossessionati dalla paura che il tatuaggio duri poco, miscelano i prodotti da trucco permanente per il viso con pigmenti sintetici da corpo!”

“Quando vedete in giro persone che hanno intatto il loro tatuaggio da anni, che non è stato mai ribattuto e/o il colore è virato sul blu/verde, o rosso o grigio topo, possono essere capitate due sono le cose. O sono stati usati pigmenti non consoni, o gli stessi sono stati iniettati talmente in profondità da raggiungere l’ipoderma. In questo caso, poichè è stato intaccato lo strato di pelle più profondo, non è possibile lo smaltimento dei prodotti se non tramite la laserterapia.”

Che formazione occorre per diventare esperti nella dermopigmentazione?

“Al contrario di quanto accade in molte accademie di formazione che dispensano attestati dopo solo un week end di corso, un dermopigmentista professionista è colui che ha seguito un percorso di studi lungo e propedeutico di diverse settimane o mesi, e che inoltre non abbia il titolo di estetista ma di tatuatore riconosciuto dall’Asl. Io personalmente ho studiato con quelli che reputo i sommi maestri del trucco permanente in Italia ovvero Ennio OrsiniClaudia Orlando e Valentina Tecchio, in un percorso intenso che mi ha portata a mettere mani sulla prima cliente dopo ben 6 mesi di studio e pratica.”

La postazione di lavoro completa dell’attrezzatura per la dermopigmentazione

Vi capitano casi di persone che hanno subito ‘danni estetici’ da trattamenti eseguiti da non-professionisti o che hanno utilizzato coloranti ‘scadenti’ o addirittura ‘dannosi’? Puoi raccontarci qualche caso particolare?

Lucrezia Quarto mentre esegue un lavoro di dermopigmentazione su di una cliente

“Mi capita sempre più spesso di avere nel mio studio clienti che hanno fatto in passato tatuaggi presso altri operatori. Purtroppo nella maggior parte dei casi, non posso fare quasi nulla se non consigliare di sottoporsi a diverse sedute di laserterapia. Quando un pigmento viene iniettato molto in profondità tanto da arrivare all’ipoderma, ahimè come dicevo prima, quel pigmento non potrà mai più essere smaltito o corretto. È come se io volessi tingere i miei capelli rossi di azzurro; prima dovrei decolorarli e poi potrei scegliere un colore diverso. Quindi è molto difficile correggere per bene un sopracciglio fatto male, se prima non è stato trattato col laser. Questo perché quel colore errato, continuerà sempre a uscire una volta cicatrizzato il mio pigmento naturale, che nulla può contro i pigmenti sintetici.”

Un bellissimo lavoro di dermopigmentazione

“Mi sono capitate clienti con sopracciglia diventate azzurre o lilla, verdi, arancioni, o clienti dove quelli che dovevano essere peli tatuati sono diventati macchie di colore, dando un effetto maculato simile al manto di un dalmata. Questa cosa mi è capitata di vederla soprattutto dopo un trattamento di microblading, dove la pelle è stata letteralmente zappata dal bisturi, creando esiti cicatriziali molto evidenti. Quando invece il lavoro è stato semplicemente eseguito male, riesco più facilmente ad apportare una correzione. In questo caso specifico non potrò usare un pigmento totalmente minerale, ma uno che all’interno della formula contenga una molecola di resina dolce che mi consentirà di tardare il processo di degrado del pigmento, per far in modo che non esca il lavoro vecchio una volta guarito.”

La dermopigmentazione non è solo una pratica estetica, ma una vera e proprio opportunità per restituire ‘la propria immagine allo specchio‘, alle/ai pazienti oncologiche/i. Come vivi il tuo lavoro quando senti che dà alla/al cliente molto di più di quello che sta chiedendo?

Un lavoro su una cliente con effetti da chemio sulle sopracciglia

Non posso nascondere che la soddisfazione più grande arriva proprio da casi delicati, che vanno aldilà della richiesta estetica di miglioramento della propria immagine. Parlo delle alopecie, o delle persone che hanno terminato chemio/radioterapia o hanno altri problemi di salute. Sono di solito pelli molto più difficili da trattare, che portano via tanto lavoro e fatica, ma alla fine si è sempre ripagati e spesso il rapporto che si crea è molto più profondo.  

Un lavoro eseguito su cliente con angioma che ricopre in parte la zona dell’arcata sopraccigliare

Un caso che mi è rimasto nel cuore, è stato il mio primo caso difficile. Una signora con un angioma che le ricopriva quasi tutto l’occhio fino a toccare parte del sopracciglio. Tutti i colleghi mi avevano dissuasa dal trattarla, ma alla fine ho accettato il caso, sostenuta anche da pareri medici e sono riuscita a ricostruirle l’arcata che ha sempre sognato. Assistere al momento in cui la cliente si vede per la prima volta con un sopracciglio degno del suo sguardo è un’emozione talmente forte che ti riempie il cuore. Ti fa sentire utile in questa società e non mi vergogno a dire che tante volte mi sono commossa pure io.

Chi è interessato al tuo lavoro dove può trovarti?

Mi potete trovare a Bari, nel mio biosalone Kiki Bio Hair Spa & Beauty in via G. Devitofrancesco, 23.

Per chiedere info o per prenotare una consulenza personalizzata potete chiamare allo 080/8645416 dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 19:00. Vi risponderà la mia dolcissima desk manager Roberta!

In futuro mi auguro di aprire un mio studio di dermopigmentazione, ma al momento io e i miei soci stiamo dando priorità all’apertura degli altri biosaloni Kiki Bio, di cui il primo vi anticipo sarà a Roma!

 

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