Quando la neve fa la prima comparsa sulle nostre montagne, ecco che il turismo degli appassionati degli ‘sport invernali’ si risveglia e le stazioni sciistiche sono letteralmente prese d’assalto. La facilità con cui possiamo arrivare dovunque e sfruttare qualunque angolo del nostro Pianeta, specie in montagna, può rappresentare, oltre un rischio per la sicurezza (sono sempre più frequenti gli incidenti dovuti a disattenzione o inesperienza), anche una fonte di inquinamento progressivo in luoghi difficilmente accessibili per essere ripuliti.
 
La montagna che voglio raccontarvi è quella sconosciuta al turismo di massa: quella che Francesca, un’amica avventurosa e davvero appassionata, ama definire, insieme ai suoi amici di scalate, ‘la Grande Bellezza’.

Francesca come è nata la tua passione per la montagna?

Francesca Di Pietro. Impiegata, mamma over 40, vive a Padova. ‘Nei week-end liberi, carico zaino e scarponi in macchina e raggiungo le nostre belle montagne’.
E’ difficile dire com’è nata la mia passione per la montagna, perchè la montagna è sempre stata una parte di me. Sono cresciuta in un piccolo paese dell’Alta Val Venosta, nel comprensorio del Parco Nazionale dello Stelvio ed ogni mattina sin da piccola, aprendo le finestre vedevo sua Maestà l’Ortles, la vetta più alta ed il suo ghiacciaio perenne. Io sono cresciuta così: circondata da alte cime respirando ogni giorno aria purissima.

La vita poi mi ha portato lontano, nella Capitale, ma bene o male il mio rifugio il mio voler star bene con me stessa lo trovavo sempre lì, nel silenzio delle mie cime. Ora più che mai che vivo in pianura, a Padova, appena posso, nei week-end liberi, carico zaino e scarponi in macchina e mi rifugio in quota. In Italia ci sono davvero tante montagne ed è forse per questo che è difficile dire com’è nata la passione della montagna.

La montagna è cresciuta con me: forse questa è la risposta giusta!

Raccontaci qualcuna delle tue più belle ‘avventure’

Avventure, trekking di più giorni, ferrate ne ho fatte tante. Una vera è proprio avventura mi è capitata l’anno scorso quando eravamo al Rifugio Casati 3.269 m e la mattina ci siamo svegliati molto presto per raggiungere Cima Cevedale 3.769 m. Purtroppo il meteo sfavorevole, ci ha costretto ad abbandonare il tentativo di raggiungere la Vetta.
 
A quel punto bisognava rientrare a valle. Il sentiero fatto il giorno prima nella neve era stato cancellato dal vento, la fitta nebbia faceva perdere ogni punto di riferimento. Intorno tutto era completamente bianco. In lontananza si sentiva solo la sirena del rifugio come segno di richiamo. Fortunatamente le Guide Alpine che erano con noi, si sono orientate bene e, anche se con molta fatica e soffrendo il freddo, ci hanno ricondotto a valle. È stata una vera avventura che mi ha ricordato quanto in montagna sia importante viaggiare con persone esperte quando si vuole intraprendere un sentiero più impegnativo.
 

Quali consigli puoi darci per proteggersi in alta montagna?

La protezione solare in montagna è molto importante, ma in inverno diventa fondamentale, proprio perchè a causa del riflesso della neve ci si può scottare. La protezione deve essere sempre molto alta e le parti più a rischio sono sempre bocca, naso ed orecchie
 

La montagna è innanzitutto passione e merita rispetto: ti capita mai di trovare rifiuti anche in alta quota

La montagna, come il mare e qualsiasi parte del nostro Pianeta sono un bene prezioso. Tuttavia il crescente ‘turismo d’alta quota’ comporta che sempre più spesso si trovano molti rifiuti (carte, bottigliette, plastiche) anche in luoghi impervi. Purtroppo tutto questo, oltre a stonare con il contesto, costituisce un serio rischio di inquinamento progressivo, perché non ci sono di certo i netturbini in quota.
 
Anche se il CAI organizza la pulizia dei sentieri nel periodo estivo, io dico sempre che “quello che si porta in quota va riportato a casa!”
Sono sufficienti pochi piccoli gesti. E’ sufficiente rimettere la carta del panino, il fazzoletto sporco e la proprio bottiglietta nello zaino, buttando i rifiuti negli appositi contenitori a valle. Non richiedono alcuno sforzo aggiuntivo, ma permettono di lasciare intatta la bellezza della montagna, per tutti.

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